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Torino - Italy  

nonna@nonnavventura.it

 

 

Dieci signore di età over….con svariate esperienze di viaggio, alcune di rientro dalla' Argentina/Patagonia,

altre dal Perù , ma tutte insieme hanno visitato il Vietnam e la Cambogia,

cui segue programma di viaggio e resoconto, qui  è nata

l’idea per la creazione di :

 

www.nonnavventura.it

 

ecco la formazione in attività

 

Centro di Hanoi - tra i binari Visita a Notre Dame ..... di Hanoi
         

 

Chi siamo               

Non è una agenzia di viaggio, non un tour operator, non un social network, non un blog, ma un po di tutto questo; scopo principale è quello di creare idee inerenti i viaggi, nuovi e particolari itinerari, organizzazione e realizzazione degli stessi, scambio di informazioni su destinazioni e problematiche di viaggio.

 

Lo staff                 

è costituito dalle dieci nonne, ognuna delle quali ha un ruolo importante e attribuito o per competenze in materia, o eletta con voto di tutto il consiglio, si compone da una direttrice, una responsabile viaggi e itinerari, responsabile ufficio stampa,  responsabile sito internet e informatica, public relations, pubblicità,  organizzatrice eventi, gestione gruppo whats App, valutazione e approvazione ingresso nuovi elementi nel gruppo (funzione espletata da due nonne).

Funzione ultima quella di garante/consigliere e supervisore tecnico; essendo l'argomento il viaggio, l'elemento del settore individualo è il titolare dell'organizzazione Patagonia Trekking, che ha curato tutti i viaggi svolti con nonna avventura.

 

Iscrizione              

Possono iscriversi al gruppo e partecipare ai viaggi, godere di tutti i servizi informativi, scambiarsi informazioni, condividere foto e documenti programmi inerenti i viaggi e non, coloro i quali hanno compiuto il 50esimo anno di età, le/i  nonne/i, chi è presentato da una nonnavventura, giovani accompagnati da

un/a Nonno/a, tutti quelli che, previa valutazione da nonnavventura, saranno ritenuti idonei.

 

Social                    

Un canale internet sarà a disposizione per comunicare tra gli iscritti del gruppo, mediante una app su smartphone, attualmente si può comunicare mediante WhatApp, se abilitati dal responsabile della comunicazione di nonnavventura.

 

I viaggi                  

A disposizione una area web dove è possibile consultare gli itinerari di viaggio in programmazione, quelli già effettuati, e le idee di viaggi che si possono sviluppare ed elaborare secondo le esigenze e richieste del gruppo. Area viaggi fare  click

 

Album fotografico 

Area riservata alla pubblicazione di foto di viaggi e di attività varie del gruppo: resoconto viaggi, proposte innovative, meeting, eventi....possono pubblicare le foto solo gli iscritti al gruppo ed il cui contenuto non vada a ledere la privacy di altri anche se facenti parte delle stesso gruppo. Le foto e i documenti in genere

che coinvolgono altre persone, anche se del gruppo, devono essere autorizzate dalle stesse che appaiono o nominate nei files. (foto docs etc.)

 

Il Viaggio

 Giorno 0 (Dom, 3 mar 2019): Volo Malpensa - Sien Reap

 1 CX 234Q 03MAR 7 MXPHKG*SS9  1230  0655   04MAR 1 /DCCX /E   
 2 CX5246Q 04MAR 1 HKGREP*SS9  0820  1005  /DCCX /E            

 3 CX5294Q 17MAR 7 HANHKG*SS9  1950  2235  /DCCX /E            
 4 CX 233Q 18MAR 1 HKGMXP*SS9  0055  0645

 Giorno 1 (lun, 4 mar 2019): ARRIVO A SIEMREAP – LAGO DI TONLE SAP (L,D)

Arrivo in aeroporto di Siemreap, trasferimento in città. Sistemazione in albergo (Le camere saranno a vostra disposizione dalle 14:00). Pranzo in ristorante. In pomeriggio, raggiungerete il villaggio galleggiante di Kompong Kleang, a circa 40 chilometri da Siem Reap. Le sue case su palafitta che si riflettono sull’acqua offrono uno spettacolo eccezionale. A seconda della stagione e del livello dell’acqua, vedrete dinnanzi a voi slanciate palafitte, piane alluvionali, risaie e distese d’acqua a perdita d’occhio. Saltate su un’imbarcazione locale per la navigazione lungo i canali alla volta del grande lago: sarà curioso scoprire come gli abitanti spostino le proprie case a seconda delle stagioni. Dopo pranzo, farete ritorno a Siem Reap. Distanze: 40 chilometri – 1 ora Pranzo libero. Cena in ristorante. Pernottamento in albergo.

 Giorno 2 (mar, 5 mar 2019): SIEMREAP (B,L,D)

In mattinata, vi dedicherete alla visita del tempio più rinomato: Angkor Wat. Rimarrete di certo esterrefatti dinnanzi alle dimensioni della costruzione. L’opera d’arte architetturale impressiona non soltanto per la sua imponente struttura, ma anche per la miriade di dettagli tutti da scoprire. In pomeriggio, vi attende un’altra imperdibile tappa: Banteay Srei, la cosiddetta cittadella delle donne, rinomata non per la sua grandezza, bensì per la sua eleganza. Farete un’ultima pausa presso Ta Prohm, un tempio che è stato inghiottito dalla foresta tropicale. Pranzo in ristorante. Cena con lo spettacolo della danza tradizionale di Apsara. Pernottamento in albergo. 

 Giorno 3 (mer, 6 mar 2019): SIEMREAP (B,L,D)

In mattinata, vi concentrerete sulla parte nord di Angkor. Cominciate con la visita del tempio di Preah Khan, fatto edificare da Jayavarman VII nel 1191. Appartenente alla stessa epoca, il tempio Neak Pean, sorge sulla cima di un isolotto. Si dice rappresenti simbolicamente Anavatapta, il lago sacro e mitico dell’Himalaya, venerato in India per le proprietà curative delle sue acque. Raggiungerete poi due bellissimi templi del XII secolo di Thommanon e Chau Say Tevoda, costruiti sotto il regno di Suryavarman II.Nel pomeriggio percorrerete una strada costeggiata da imponenti alberi centenari, fino ad una maestosa entrata in pietra: benvenuti presso Angkor Thom, conosciuto come "la grande città". Monumentali volti incisi nella pietra vi accoglieranno con un placido sorriso presso il Tempio Bayon, eretto nel XII – XIII secolo. Il tempio conta 54 torri quadrangolari raffiguranti 216 visi del Dio Avalokitesvara. Proseguirete poi fino al tempio Baphuon, risalente all’XI secolo e recentemente ristrutturato da architetti francesi. Ammirate la Terrazza degli Elefanti: un’area di 350 metri in passato designata per le cerimonie pubbliche. Per finire, raggiungerete la Terrazza del re Lebbroso, costruita nel XII secolo, decorata da elaborate sculture di Apsara. Pasti in ristoranti tipici. Pernottamento in albergo. Distanze: 36 chilometri – 45 minuti

 Giorno 4 (gio, 7 mar 2019): Siem Reap – Kompong Thom - Phnom Penh (B,L,D)

Mentre viaggiate in direzione di Phnom Penh, farete una tappa presso Kompong Kdei, dove un ponte dell’epoca di Angkor si erge fiero ed intatto. Più avanti, scorgerete i magnifici resti del tempio di Sambor Prei Kuk, l’antica capitale dell’epoca di Chenla. Non resta che una curiosa tappa lungo il vostro percorso: il villaggio di Skun. La regione è infatti rinomata per il mercato dei ragni. Speziati o fritti, i ragni vengono utilizzati in centinaia di piatti. Molti venditori faranno del loro meglio per invitarvi ad un assaggio: "Provateli, sono croccanti!". Arriverete a Phnom Penh nel tardo pomeriggio. Distanze: 314 chilometri – 6 ore Arrivo a Phnompenh, sistemazione in albergo. Pasti in ristoranti. Pernottamento in albergo.

 Giorno 5 (ven, 8 mar 2019): Phnom Penh - Chau Doc (B,L,D)

Phnom Penh sorge alla confluenza di tre fiumi: il possente Mekong, il Tonlé ed il Bassac. Grazie all’equilibrata mescolanza di modernità e fascino provinciale, questa capitale si distingue dalle altre del sud-est asiatico. L’evidente tocco coloniale francese che si nasconde tra gli imponenti monumenti Angkoriani attirerà la vostra attenzione mentre passeggiate per le vie del centro. L’esplorazione della città avrà inizio con la visita del Museo Nazionale: esempio superbo dell'architettura khmer. Qui potrete ammirare un’ampia collezione di sculture Khmer, ceramiche ed opere etnografiche. Raggiungerete poi il Palazzo Reale, che si staglia fiero sulla linea dell’orizzonte. In passato, il complesso, composto da quattro aree principali, fungeva da residenza reale del re di Cambogia. Dopo la vostra ultima mattinata in Cambogia, lasciate Phnom Penh ed il suo Palazzo Reale con una miriade di ricordi indimenticabili e salpate alla volta della prossima destinazione. Imbarcatevi su un motoscafo per raggiungere la frontiera, navigando verso valle lungo il fiume Bassac. Dopo circa 1h 30min o 2h per espletare tutte le formalità doganali al confine, Chau Doc ed il Vietnam vi attendono con impazienza. Arriverete a destinazione nel tardo pomeriggio. Note: 12:30 partenza in motoscafo per raggiungere la frontiera 17:30 arrivo a Phnom Penh Arrivo a Chau Doc, sistemazione in albergo. Pranzo in ristorante. Cena in albergo. Pernottamento in albergo.

 Giorno 6 (sab, 9 mar 2019): Chau Doc – riserva naturale di Tra Su - Can Tho (B,L,D)

In mattinata, visita di Tra Su, una immensa riserva naturale da scoprire attraversandone gli stretti canali tra una fitta ed impenetrabile foresta di Cajuput e mangrovie. In questa oasi vivono circa 70 specie di grandi uccelli acquatici tra i quali le rare Cicogne Dipinte e la stupenda Aninga Orientale, dotata di un collo esile e lunghissimo: entrambe le specie sono a rischio di estinzione e Tra Su e' uno dei pochi luoghi dove possono ancora essere avvistate. Dopo un breve trasferimento su barca motorizzata, si procederà silenziosi a bordo di piccole barche a remi per questa immersione nella natura. Trasferimento per  Can Tho (110km ~ 3h/3h30’), pranzo in ristorante locale lunga la strada. Arrivo a Can Tho nel tardo pomeriggio/serata. Pasti in ristoranti. Pernottamento in hotel.

 Giorno 7 (dom, 10 mar 2019): Can Tho – Mercato di Cai Rang - Saigon (B,L,D)

Trasferimento all'imbarcadero di Ninh Kieu per un’escursione al mercato galleggiante di Cai Rang dove potrete apprezzare la gran varietà dei prodotti in vendita: dai frutti più conosciuti come manghi, banane a quelli esotici meno noti. Entrerete in seguito nel labirinto di canali e di arroyo che circonda Can Tho, che vi permetterà di farvi un’idea di com’è la vita quotidiana accanto ai corsi d’acqua, in un paese dove i bambini fanno del bagno una festa. E’ consigliato il rientro in città prima che il sole diventi troppo forte. Arrivo e sbarco attorno al vecchio mercato coperto. Can Tho ha alcuni tra i più bei mercati coperti del Vietnam. Raggiungerete ad Ho Chi Minh in tardo pomeriggio. Pasti in ristoranti. Pernottamento in albergo.

 Giorno 8 (lun, 11 mar 2019): SAI GON – VOLO PER DA NANG – HOI AN (B,L,D)

Nella mattinata, vi dedicherete alla visita dei principali siti d’interesse della città, quali il Post Office, progettato da Gustave Eiffel, la cattedrale di Notre–Dame, costruita in mattoni rossi a immagine e somiglianza di quella di Parigi e la strada Dong Khoi, ampio viale dove si allineano ordinati hotel di lusso e costosi negozi. Raggiungerete poi Cholon, "il Grande Mercato", dove potrete visitare il mercato internazionale di Binh Tay e la pagoda di Thien Hau. Visiterete poi il Museo dei Resti di Guerra. Esso espone armi americane e veicoli usati durante la Seconda Guerra Mondiale, insieme a foto illustranti le conseguenze della guerra e i dettagli della composizione delle armi chimiche usate (attenzione: alcune immagini potrebbero creare malessere). Al termine delle visite, avrete tempo libero a disposizione per passeggiare per la città.  Trasferimento in aeroporto per il volo per Da Nang1 VN 136M 11MAR M SGNDAD HK9 1800 1920 /E 2 ARNK. All’arrivo a Da nang, trasferimento ad Hoi An. Sistemazione in albergo.Pranzo in ristorante. Cena in albergo.  Pernottamento in albergo.

 Giorno 9 (mar, 12 mar 2019): HOI AN – DA NANG - HUE (B,L,D)

Mattina vi dedicherete alla scoperta della città vecchia di Hoi An, sito patrimonio dell’UNESCO. Lasciatevi sorprendere dall’assortimento di stili architettonici che rendono unico questo sito: dal vietnamita al giapponese, dal cinese al francese. Lungo le viuzze del centro potrete scorgere antiche casette cinesi, la rinomata pagoda giapponese a forma di ponte, un tempio cinese e la casa di Tan Ky (appartenente a un ricco mercante vietnamita e mantenuta intatta da più di 200 anni). Nel primo pomeriggio, partirete alla volta di Danang, arrivati a Danang, farete visita all’imperdibile museo Cham, dove sono conservati alcuni esempi di sculture Cham, testimonianze di una civiltà altrettanto sviluppata e grandiosa che quella dei Khmer, quasi del tutto scomparsa al giorno d’oggi. L’arte Cham presenta una mescolanza di tratti buddisti, islamici e induisti. Viaggiando lungo la spettacolare strada che attraversa il Passo di Hai Van. La strada panoramica, che si affaccia sulla baia, vanta un panorama idillico. Lungo il percorso, farete numerose tappe, tra le quali la splendida spiaggia di Lang Co. Arriverete ad Hue nel tardo pomeriggio.  Sistemazione in albergo. Pasti in ristoranti tipici. Pernottamento in albergo.

 Giorno 10 (mer, 13 mar 2019): HUE (B,L,D)

Nella mattinata farete visita alla maestosa Cittadella Imperiale di Hue, eretta nel 1804 sulle rive del fiume Perfume. Con il suo perimetro di 10 chilometri, la massiccia fortezza si erge nel cuore della città. Ispirata alle roccaforti di Vauban, la Cittadella è composta di tre parti: la città capitale (Kinh Thanh), la città imperiale (Hoang Thanh) e la città proibita (Cam Thanh). Benchè sia stata distrutta nel 1968 durante la Gerra del Vietnam, innumerevoli sovvenzioni vengono utilizzate per restaurarla, nel tentativo di far rivivere la grandezza di questo tesoro del passato. Durata: 2 ore Un'escursione in barca sul fiume dei Profumi. Visita della pagoda Thien Mu. A seguire proseguimento in macchina per visitare la tomba di Minh Mang.  La costruzione della tomba di Minh Mang iniziò nel 1840, durante il regno di Minh Mang, e venne completata dall’imperatore Thieu Tri, che gli succedette al trono. Ammirate la peculiare architettura del sito tombale, protetto nell’abbraccio di morbide colline ed immerso in un idillico paesaggio di laghi e profumate pinete. Il compresso conta 40 edifici disposti lungo un asse di 700 metri: benché non raggiunga le dimensioni del Mausoleo Tu Duc, il sito non mancherà di sorprendervi. Durata:1 ora Nel pomeriggio, visita della tomba del Re Khai Dinh.  Pasti in ristoranti tipici. Pernottamento in hotel.

 Giorno 11 (gio, 14 mar 2019): HUE – VOLO PER HA NOI (B,L)

Prima colazione. Trasferimento in aeroporto per il volo per Ha Noi3 VN1542M 14MAR Q HUIHAN HK9 1030 1145 /E.  All’arrivo trasferimento in città (Le camere saranno a vostra disposizione dalle 14:00) Nel pomeriggio, avrete l’opportunità di scoprire la città dal punto di vista di un locale, viaggiando indietro nel tempo fino agli anni ’50: attraversate il Quartiere Vecchio in trishaw per 45 minuti ed esplorate le vivaci stradine del "Quartiere delle 36 Gilde": un luogo impregnato di fascino e storia, dove lattonieri, gioiellieri, calligrafi, carpentieri, artigiani e commercianti d’ogni sorta allestiscono le loro bancarelle per vendere mobili, cuoio, rattan, ventole, oggetti votivi, lacche, seta, tappeti, carta, pipe e molto altro ancora. Concedetevi poi una passeggiata attorno al Lago della Spada e fate una tappa presso il tempio Ngoc Son, che sonnecchia placido su un isolotto nel bel mezzo del lago, raggiungibile attraversando un elegante ponte rosso in legno. Preparatevi a scoprire cosa rende il Quartiere Vecchio di Hanoi un luogo così accattivante ed unico: oggi vi attende un’esplosione di gusti, colori e profumi. Potrete assaggiare innumerevoli specialità vietnamite tra le quali banh cuon, pancake di riso al vapore arrotolati e banh mi, il conosciuto panino vietnamita che figura persino sul Dizionario di Oxford. Farete poi una tappa presso un bia hoi (beer club) lungo la Strada Ta Hien, per sorseggiare una rinfrescante birra vietnamita popolare tra locali e turisti. La vostra destinazione successiva sarà un ristorante di pho, dove avrete la scelta tra un tradizionale pho o un pho tron, a base di noodle e pollo, senza zuppa. Sulle rive del Lago Hoan Kiem potrete poi gustere un delizioso gelato, prima di congedarvi dalla vostra guida e dedicarvi all’esplorazione notturna di Hanoi per vostro conto. Pranzo in ristorante. Cena libera.Pernottamento in albergo. Durata: 3 ore Nota :Il percorso potrebbe cambiare in caso di pioggia

 Giorno 12 (ven, 15 mar 2019): HA NOI (B,L,D)

Iniziate la giornata di visita della capitale, la tradizionale abitazione a palafitta e la riverita One-Pillar Pagoda risalente all’XI secolo. Visiterete poi il Museo Etnografico, fondato nel 1997 durante il Summit della Francofonia, come centro di ricerca e museo pubblico che presenta 54 gruppi etnici che popolano il Vietnam. Nel pomeriggio, esplorerete l’antico Tempio della Letteratura (Van Mieu in vietnamita), conosciuto come la prima Università del Vietnam. Eretto nel 1070 dall’imperatore Ly Thanh Tong, venne adibito sin dal 1076 ad università esclusivamente per principi, figli di nobili e mandarini. Con i suoi antichi giardini, altari e tetti, Van Mieu è un emblema perfetto dell’eleganza dell’architettura locale.  Tempo a vostra disposizione. Pasti in ristoranti tipici. Pernottamento in albergo.

 Giorno 13 (sab, 16 mar 2019): HA NOI – HA LONG (B,L,D)

Nella mattinata, partirete alla volta di Halong, dove arriverete verso mezzogiorno. Qui vi imbarcherete su una magica crociera alla scoperta dell’imperdibile Halong Bay. Con i suoi torreggianti picchi rocciosi che si innalzano dalle acque, questa baia, patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1994, offre uno dei più spettacolari scenari dell’intero Vietnam. Più di 1.900 isole ed isolotti ammantati di rigogliosa vegetazione di specchiano silenziosi nelle acque cristalline della baia. Pranzo e cena vi verranno serviti a bordo, con un’eccezionale scelta di frutti di mare pescati nella baia. Alla fine della giornata, avrete la possibilità di partecipare alla sessione di pesca notturna. Pasti inclusi: pranzo, cena Sistemazione: pernottamento in barca Distanze: 170 chilometri – dalle 2h 30min alle 2h 45min ***Guida parlante in INGLESE del fornitore a bordo

 Giorno 14 (dom, 17 mar 2019): HA LONG – HA NOI - PARTENZA (B,Brunch)

Nella mattinata, secondo la stagione, potrete ammirare il sorgere del sole sulle acque color acquamarina della baia. La crociera continuerà poi fino alla fine della mattinata. Quindi, tornerete ad Hanoi. Pasti inclusi: colazione Distanze: 170 chilometri – dalle 2h 30min alle 2h 45min Trasferimento in aeroporto per il volo di rientro a Milano – via Hong Kong

FINE DEI SERVIZI

 

 

Resoconto viaggio Vietnam e Cambogia

 

stilato e  curato  da Franca M. 

Domenica 3 marzo 2019  Il pulmino ci raccoglie tra le 7 e le 7,30 per portarci a Milano Malpensa. Inizia una lunghissima giornata e la nuova avventura in sud est asiatico. Lungo il tragitto ci si conosce un po' di più, sembra un bel gruppetto, 10 persone più Lorenzo sono il numero giusto per stare in compagnia e riuscire a condividere esperienze e sensazioni, collaborare se necessario, rimanere in gruppo.
Partiamo in orario con Catay Pacific alla volta di Hong Kong.
Il viaggio si svolge quasi tutto di giorno alla luce e nessuno o quasi dorme. Veloce coincidenza e volo per Siem Reap dove ci accoglie Juan la nostra guida.
4 marzo A fine mattina del
siamo in hotel, il Lotus blank resort , ci sistemiamo e velocemente a pranzo per raggiungere nel pomeriggio , dopo un’ora di pullman più 15 minuti circa di sterrato, il villaggio galleggiante di Kompong kleang, primo impatto con la realtà locale.
Case multicolori su palafitte,-per stare all'asciutto durante le grandi piogge-sulle rive del fiume, si riflettono sull’acqua mentre la popolazione ammassata lungo le rive sviluppa la propria attività commerciale di pesca. Per lo più si tratta di una sorta di telline o altro tipo di crostacei raccolti in sacchi per essere venduti, dopo trattative chiassose tenute prevalentemente da esperti acquirenti, prevalentemente donne dal piglio manageriale che, concluso l’affare, ripartono, su veloci barche a motore caricate con decine di sacchi colorati.
Più tardi nel bel giro su un’imbarcazione locale ,al tramonto fino al grande lago, tra palafitte e piane alluvionali,possiamo osservare la vita quotidiana dei locali che a fine giornata si lavano, mangiano, fanno il bucato... nel silenzio rotto solo dal rumore dei motori delle barche che sfrecciano sull’acqua.
Visita che vale il lungo tragitto, un luogo fuori dal mondo dove si può osservare un sistema di vita basato ancora su un’economia di scambio e una imprenditoria minima e di livello primario.
Solo la presenza di motorini e di auto sulle rive ci fanno capire che siamo nel 2019...
5 marzo, iniziamo la visita al complesso dei templi di Angkor Wat,
le cui dimensioni appaiono subito faraoniche circondato da molta acqua. Architettura elaboratissima ricca di pinnacoli finemente scolpiti. Primi incidenti di percorso: Ileana, l’indipendente che si sofferma per abitudine a fare fotografie senza badare troppo al gruppo , si perde, mentre LUISELLA C. cade , scivola, non si capisce bene, sulla gamba da poco operata per inserire una protesi.Anche una botta alla mano e poi per lo spavento un piccolo mancamento... la riportano in hotel mentre noi proseguiamo la visita sempre alla ricerca della scomparsa che ricompare in groppa ad un motorino di un locale, un po’ seccata ma altrettanto spaventata...
La visita del pomeriggio al tempio delle donne molto raffinato nelle sue sculture ma soprattutto al Ta Prohm il tempio inghiottito dalla foresta tropicale i cui alberi straordinari soprattutto nel l’apparato preradicale si inseriscono tra i motivi delle architetture creando ,anche grazie ai colori del tramonto dei meravigliosi scorci, per me è la più affascinante, mai visto cose del genere, un’assoluta novità!
Conclusione della giornata con LUISELLA tornata tra noi, con cena - spettacolo di danze tradizionali un po’ noiose per la musica ripetitiva, mentre le ballerine e i costumi colorati valgono la pena.
6 marzo. La partenza verso la parte nord della città ci riserva un nuovo problemino: Luciana ha perso il pass e bisogna rifarlo, ma l’organizzazione é ottima, noi proseguiamo e uno solo accompagna la smemorata..anche perché oggi gli spostamenti sono previsti in tuc tuc a due, divertentissimo!
Angkor Thom, la grande città, che si raggiunge percorrendo un grandioso viale alberato. L’entrata in pietra ci immette in uno spazio dove dominano enormi volti incisi nella pietra, a volte truci , altri sorridenti e nel tempio di Bayon del XII secolo, età dell’oro di questa civiltà il cui imperatore illuminato lascia oltre ad un governo rispettoso del popolo, anche questi monumenti tra cui questo tempio dalle 54 torri scolpite con 216 visi di una divinità.
Ancora altri templi ristrutturati da architetti francesi( i cambogiani sono inetti e rubano, ci dice la guida) e la terrazza degli elefanti, dove LUISELLA cade ancora, sembra la via crucis...
Ci portano a pranzo in un ristorante kmer dove possiamo riposare sulle loro amache prima di proseguire per il tempio sulla cima di un isolotto che pare rappresentare simbolicamente il lago sacro dell Himalaia noto per le sue proprietà curative.
Per raggiungerlo si percorre un lungo ponte di legno ai cui lati una palude da stige, abbastanza shoccante, acque melmose, ferme, carcasse di piante secche e annerite , riporta alla memoria i combattimenti delle recenti guerre locali, come li ricordiamo dai film.
Al rientro ci rimane il tempo per un bel tuffo nella magnifica piscina dell’hotel e un aperitivo a base di frutta acquistata lungo la strada.
La cena in un ristorante francese non varia rispetto al pollo e maiale con verdure, riso e tanta frutta... tutto molto ben presentato però!
7marzo  Sveglia alle 5,30 , giornata campale di trasferimento alla volta di Phnom Penh con alcune tappe interessanti per spezzare la tratta. L'Autobus comunque è ampio e comodo e ci possiamo muovere.
Con la Guida Juan che continua a predicare "cautela" caratteristica del popolo cambogiano che non è davvero troppo attivo e si muove adagio in tutti i sensi, ci fermiamo per attraversare a piedi un ponte coevo dei templi di kompong kdei.
Alcuni banchetti di alimenti più per loro che per i turisti visto il poco invitante aspetto, qualche piccolo prodotto artigianale ,sempre le solite cose , qualche animale che razzolava sulla terra battuta, costituiscono il contorno di questo bel monumento. In particolare colpiscono le sponde del ponte che rappresentano un doppio serpente dalle 9teste, color ocra come la terra che lo circonda.
Più avanti nuova sosta per visitare sotto un sole cocente i pochi resti dell’antica capitale di Sambor prei kit, sparsi su una vasta area ma molto malconci perché di mattoni anziché di pietra arenaria , più dura e resistente.
Un bel mercatino locale alimentare affianca il sito così ci facciamo venire l’acquolina in bocca di fronte a Polli arrosto cotti sulla brace, spiedi di pesce infilzato, strani insetti e un sacco di frutta.
Proseguiamo il viaggio e dopo pranzo ultimo stop al mercato dei ragni, per fortuna non solo...
Orrendi enormi ragni fritti, cavallette e altre schifezze vengono vendute da donne che oltre sui banchetti presentano la loro merce sulla testa dentro a grandi ceste e se la ridono di fronte alle nostre espressioni di ribrezzo! Ci sono però frutti e tanta verdura che non conosciamo che affascinano per i colori accesi e le forme stravaganti. Ancora un’ora e raggiungiamo la caotica capitale, ci sistemiamo in hotel Soon end Moon, modernissimo.
Prima di cena c’è il tempo per una passeggiata sul Riverside poco lontano che raggiungiamo attraversando un quartiere dubbio dove giovanissime prostitute? Si preparano, si mettono in mostra, per acchiappare...Lungo il fiume, il grandioso Mekong intere famiglie passeggiano, i giovani fanno ginnastica in gruppo o da soli, ballano a suon di musica con un coach che varia i ritmi e gli stili; altri tra cui alcuni gran bei giovani si cimentano con le parallele in giravolte ginniche . Ovunque luci e rumore di traffico convulso, odore di metropoli orientale. Difficile attraversare la strada, ma con l’aiuto di un semaforo che non è detto che rispettino, e di una massa umana costituita da tutte noi, riusciamo a rientrare in hotel
La serata si conclude con un dopocena nella stanza di Lorenzo che gentilmente ci invita a prendere un drink, si fa per dire, nella sua suite che vuole condividere con noi perché da solo si perde....
8marzo, la festa della donna inizia con la visita al palazzo reale con i suoi giardini fioriti e stuoli di lavoratori che puliscono sul pulito.
Un tempo residenza reale del re di Cambogia é oggi aperta al pubblico ma il capo del governo se ne è riservata un' ala. Anche se grandiosa non mi suscita emozioni forse per l’eccesso di luminosità nel recente rifacimento che ne denuncia la scarsa originalità.
Anche il tocco coloniale francese che ci si aspetterebbe percorrendo le vie della città risulta molto diluito forse a causa del veloce attraversamento in bus.
Interessante é invece il museo nazionale sia per l’architettura del palazzo sia perle innumerevoli statue che vi si trovano e che sono quelle dei templi visitati.
Un ultimo sguardo alla collina di Madame Penn che la leggenda vuole essere la fondatrice della città, luogo puramente simbolico e poi a pranzo al porto in un fantastico ristorante cinese,Bopha.
Satolli ci imbarchiamo su un motoscafo veloce solo per noi e salpiamo per raggiungere il Vietnam navigando tra il Mekong e il Bassac , un’enormità di estensione!
Sia i controlli in uscita sia quelli in entrata risultano più rapidi del previsto e avvengono a terra . Si riparte per un’altra ora e mezza abbondante di navigazione e siamo ormai al tramonto.
Cominciamo a prendere confidenza con questo nuovo paese dall’acqua, così importante per loro da sempre. Anche qui lungo questo lunghissimo canale che ci porterà a Chau doc la vita pullula di energia dinamica. Un continuum di case galleggianti, di attività legate al fiume e all’acqua e sulla terra ferma coltivazioni.
L’impressione è che qui ci sia più energia che in Cambogia, che il ritmo della vita scorra più veloce . Finalmente arriviamo e sbarchiamo direttamente al molo del nostro albergo, Vittoria hotel, costruzione pienamente coloniale molto affascinante dove ci accoglie la nuova guida, Chung, un bel ragazzo trentenne, dall’italiano fluente, disinvolto e simpatico.
La cena in hotel, non senza un brivido, la visita del medico per Adriana ( seconda vittima)che continua ad avere la febbre, conclude una giornata lunga ma varia ed interessante.
9 marzo .la cittadina non presenta particolari attrattive, é una zona di confine , prettamente commerciale, anche se piuttosto vivace, ci dicono, e la tralasciamo, per raggiungere la riserva naturale di Trasu, recentemente aperta dove si attraversano canali e lagune in mezzo a piante si alto fusto, mangrovie e distese di fiori di loto di cui si usa tutto senza sprecare neppure una foglia.Tutto il tragitto si fa su barche prima a motore e poi a palo, cioè spinte con un palo che poggiando sul fondo le va avanzare.
Ci sistemiamo in 3/4 per imbarcazione ed iniziamo il giro dei canali che purtroppo sarà più breve del previsto per scarsità d’acqua che fa incagliare le barchette. In compenso riusciamo a vedere molti uccelli acquatici rari, tante cicogne ed altro, una pacchia per chi si interessa di bird watching . Facciamo davvero una bella immersione in una natura che fino a pochi decenni fa era stata teatro di guerra, questo spettro mi torna in mente nel ricordo dei film e certi paesaggi inevitabilmente ed è difficile scindere la drammaticità di quelle scene dalla pace e serenità di queste!
Riprendiamo il cammino alla volta di Can Tho percorrendo una strada che taglia una distesa di coltivazione di riso a perdita d’occhio, con qualche bananeto per variare un po’!
Qui si arriva a a fare anche 4raccolti l’anno di riso, grazie al clima caldo e alle piogge monsoniche. C’è un bel traffico che scorre però in modo strano, il pulmino viaggia in centro strada per evitare le orde di motorini che sfrecciano stracarichi, anche fino a 4 persone, quasi sempre col casco però...la gente è molto attiva, c’è grande vitalità, anche se ci dicono questa zona é tuttora una mescola di cambo-viet, considerato che fino al 1550 era territorio cambogiano e questi ultimi non glielo hanno ancora perdonato del tutto...
Facciamo una sosta per pranzo in un bel complesso tipico dove c’è un allevamento di coccodrilli che proprio non mi piacciono e che quindi tralascio e prima di arrivare a destinazione ,una breve deviazione ci porta a visitare la casa coloniale sino-francese originale, dove è stato girato il film L'amante tratto dal libro di Marguerite Duras che ricordo molto bene. Ci vivono ancora gli eredi che ne hanno fatto una sorta di museo che serve loro per manutenere la casa che é comunque molto bella, all’esterno e anche ricca di mobili tipici per il nostro gusto assolutamente orribili,scuri, pesanti, incombenti, non saprei come definirli altrimenti, ma tipici della cultura dell’epoca .
Ci sistemiamo all’hotel ibis non eccelso ma la stanza al 9 piano ci riserva un bel panorama ed é anche molto bella.
10 marzo
Oggi é prevista l’escursione al mercato galleggiante, ovviamente in barca.
Ci imbarchiamo all’ imbarcadero dove ieri sera avevamo cenato. La giornata é bella e calda. Ci viene raccontato che a differenza di Bangkok si tratta di un mercato all’ingrosso su barche di grandi dimensioni sulle quali vivono stabilmente famiglie, cosa che si evidenzia subito dalla presenza di panni stesi, di persone che fanno toilette, mentre altri si dedicano al commercio di prodotti che acquistano sulla terra ferma e rivendono sull’acqua.
In effetti è un’altra cosa dalle aspettative! Il tratto di fiume é grande e vi transitano un sacco di barche di turisti oltre a quelle dei venditori e degli acquirenti. Ci sono carichi di ananas, di pomodori, banane, mango; ciascuna barca issa su un’alta picca il tipo di merce in vendita che e di un solo tipo..l’acquirente accosta con la propria imbarcazione, tratta e , se conclude, trasferisce il carico.

A lato sulle rive ci sono barche -ristorante, ed anche un grande mercato di tipo tradizionale.Ferve una grande attività e soprattutto , nonostante la presenza di turisti, si tratta di quotidianità di vita reale.
Lasciato il mercato , sempre sull’acqua raggiungiamo una coltivazione di frutta dove vediamo gli alberi dei vari frutti tropicali che ci vengono serviti quotidianamente. E naturalmente ci vengono offerti nuovamente insieme al the, e vuoi non assaggiarli?
E vuoi non fermarti ad acquistare qualche collanina o braccialetto fatto con semi di frutta ? Non sia mai....
Dopo tutto questo attivismo guardiamo l’ora e sono solo le 10, e il sole sta cominciando a mordere per cui rientriamo passando per il mercato dove pesce di ogni tipo ,ovviamente di acqua dolce, viene pulito, lavato e messo in vendita insieme ad ogni sorta di altro genere alimentare, non sempre così consono ai nostri gusti, specie quando si tratta di carne...
Il resto della giornata in viaggio, ci porterà nel pomeriggio, dopo soste mangerecce e tecniche, a Città Ho Chi Min meglio nota come Saigon, come tutti la chiamano.
Riusciamo ad anticipare la visita alla grande pagoda della signora celeste thien hai, una specie di nostra Santa, cui loro sono molto devoti, che si trova nel quartiere cinese. Molto simile alle altre già viste ma forse la più antica.
Sistemazione all horchid Saigon hotel
11 marzo. Saigon. L’energia che emana da questa città caotica e piena di gente, di traffico, di auto enormi, di motorini, a volontà a volte anche cavalcati da famiglie intere, si respira immediatamente ,appena si mette il naso fuori dal l’hotel.
É chiaro che il clima caldo, la trascorsa occupazione degli americani, aleggia ancora nell’aria in quel costante contrasto tra Occidente e oriente che si tocca quasi con mano.
Dalla architettura dove la chiesa di Notre Dame, forse un po’ eccessivo come paragone e la grande Posta di Gustavo Eiffel, ci ricordano le capitali europee, ai viali alla francese con grandi alberi, ai grandi alberghi coloniali come il Rex e l'intercontinental ,ultimo baluardo della presenza dei giornalisti prima dell’arrivo dei Khmer Rossi, o gli sfavillanti negozi delle grandi firme internazionali, si passa con estrema rapidità alle viuzze maleodoranti,con l’asfalto sottosopra, ai mercati dove si può trovare di tutto, ovviamente falso, proveniente dalla Cina e Hong Kong.
Naturalmente ci immergiamo in questo caos senza senso con un orario da rispettare che si prolunga oltre il dovuto perché le occasioni sono tante, si contratta e il tempo vola.
Ma la cosa più sconvolgente e raggelante nonostante il clima tropicale, é il museo dei resti di guerra ,dove la guerra del Vietnam che pure abbiamo conosciuto e vissuto anche se da lontano, assume dei connotati reali, con la presenza di alcuni esemplari di "macchine" da guerra, ma soprattutto le testimonianze documentali di membri del governo americano e di fotografie commoventi e sconcertanti, spaventose e gioiose, di militari, civili, bambini donne uomini, combattenti e resistenti in mezzo a quelle paludi che sono impresse nella mia memoria,con una chiarezza quasi anomala.
Per non parlare poi dell’intero piano dedicato alle conseguenze lunghe e dolorose della guerra sui sopravvissuti comunque vittime dei gas tossici di quelle armi chimiche che hanno provocato nascite deformi per decenni dopo la fine dei combattimenti, che ho solo sfiorato per l’angoscia e il ribrezzo che ispirava.
Meravigliose e commoventi le due foto che ritraggono una madre con il figlio in partenza ed un’altra un’altra madre con il figlio reduce sano e salvo..
Carichi di emozioni lasciamo Saigon dove pure un’altra giornata o almeno mezza a girovagare per la città , ci sarebbe stata, e voliamo da un aeroporto secondario per soli voli interni da Saigon a Da Nang. Stiamo risalendo verso nord la temperatura scende, il sole si offusca, siamo all’incirca nel centro del Vietnam che e lungo oltre 2000 chilometri.
Un nuovo pulmino, un po’ scassatello per la verità, e una terza guida, un ragazzo ventinovenne gentile, chiacchierone, disponibile,
ci accolgono per il breve trasferimento ad Hoi An. Lungo il percorso che costeggia il mare, si notano uno dopo l’altro grandiosi villaggi turistici delle più importanti catene internazionali, che già ci avevano colpiti nelle foto in aeroporto.
Si tratta di nuovi insediamenti turistici in fase di grande sviluppo per attrarre anche chi vuole fare una vacanza in grande relax e con ogni comodità. Fa anche questo parte del fermento economico che di respira ovunque.
Ci sistemiamo al Ancient House Village, forse il più bel l’hotel fino ad ora. Purtroppo non ci portano a cena a Hoi An che é l’antica capitale e la città delle lanterne, sul fiume perfume. Un gran peccato e forse si dovrebbe prevedere per i prossimi viaggi, Ma siamo così stanche che ci accontentiamo di vedere lanterne ovunque per le strade e anche in hotel...
12 marzo. Si va Alla scoperta della città vecchia di Hoi An, patrimonio dell unesco fondata nel XVI secolo da comunità cinesi e giapponesi che scelsero il luogo per la vicinanza al fiume e al mare.
Una meraviglia,una vera chicca... per fortuna ci arriviamo abbastanza presto per goderci le suggestive stradine fiorite di ogni tipo di rampicante dai mille colori e adorne di decine di lanterne di ogni foggia e genere percorse solo da biciclette e da pedoni. Più tardi l’arrivo di un buon numero di altri turisti come noi, avrebbe disturbato la passeggiata gradevolissima tra costruzioni miste di stili tra giapponese, cinese, vietnamita e francese a ricordarci i vari passaggi di altrettante dominazioni, anche contemporanee e non necessariamente tra loro ostili, che si sono susseguite. Il culmine si tocca con la visita alla famosa pagoda giapponese a forma di ponte dalla quale ci si affaccia sull’acqua!
Il grande richiamo turistico é evidente dal numero di negozietti, di ogni genere che ormai hanno preso il posto delle abitazioni di un tempo. Ne rimangono alcune, e una la visitiamo, che ha mantenuto intatte sia gli arredi, sia la struttura con sviluppo delle stanze in sequenza in modo tale che dalla via di accesso interna, si arrivasse all’uscita sul bordo fiume. La mancanza di rumore, schiamazzi e traffico ha reso questa mattinata davvero piacevolissima e questa cittadina la n.1 di quelle finora visitate.
Partenza per Da Nang che raggiungiamo attraversando il passo delle nuvole, tra la nebbia come nella migliore tradizione. La strada panoramica con delle belle visuali sul golfo poco per volta scompare e siamo avvolti da un biancore degno delle migliori serate nebbiose della padania...Solo dopo il colle e tornati al livello del mare riusciamo a rivedere ciò che ci circonda. In particolare lungo la laguna ci imbattiamo, e non è la prima volta, in una coppia di sposi intenti a farsi fotografare , come tradizione, in tutti i luoghi e in tutte le pose, per l’album di nozze. Ma quello che ci torna più strano é che il matrimonio avverrà solo poi... paese che vai...ci fermiamo a fotografarli anche noi perché il paesaggio è idilliaco e le 50 sfumature di grigio che li circondano rendono la circostanza particolarissima.
Il pomeriggio lo dedichiamo al museo Cham, testimone della civiltà Khmer caratterizzata dalla presenza di caratteri buddisti,islamici e induisti mescolati tra loro. Molte sculture interessanti ma che io non appezzo abbastanza perché mi affascinino riempiono le numerose sale . Tra queste, solo quelle che mi ricordano le mie posizioni ioga mi interessano: garuda, ganesha ... ma è un mio limite, lo riconosco!
La sistemazione al bellissimo Pelegríme village ci soddisfa appieno e ci fa godere della doccia e della cena che completano la giornata.
13 marzo. Per fortuna sono previste due notti nello stesso hotel molto bello tra l’altro e che varrebbe la pena di essere sfruttato un po’ di più nei tanti servizi che offre...questo per dire che fatte le cose con calma partiamo alla scoperta della cittadella imperiale di Hue ottocentesca, lungo le rive del fiume placido Perfume.
Faccio un breve divagazione che mi ha colpita. A detta delle guide, i fiumi vietnamiti rappresentano il carattere della popolazione: maestoso, vasto e generoso, grazie al suo limo il Mekong a sud impersona la popolazione locale, generosa e aperta; il calmo e distensivo Perfume al centro é come il popolo che vive sulle sue rive, sereno e conservatore; il fiume rosso del nord ,impetuoso e incontrollabile é come la popolazione delle montagne, determinata e imbattibile.
Torniamo a Hue. Certamente grandiosa, strutturalmente dà l’impressione di avere una funzione difensiva innanzitutto, che passa in secondo piano non appena si varcano i possenti portoni di legno rinforzati di ferro e ci si trova davanti ad un susseguirsi di giardini e ad aree destinate
a tutte le funzioni imperiali. Come nella tradizione cinese poi, un’altra cinta muraria circonda la città proibita, destinata al solo imperatore, né manca la zona destinata alle concubine.
Oggi ciò che resta dalle distruzioni della guerra, viene pian piano restaurato con l’aiuto di sovvenzioni e tecnici stranieri.
Ancora una pagoda dedicata alla signora Celeste, thien mu.
Questa è collocata in un posto idilliaco sul fiume ed é, a parer mio, la più bella tra quelle che abbiamo visto. La folla é tanta anche perché dalla riva del fiume partono dei battelli per la navigazione sul fiume , che naturalmente é prevista e che ci permetterà di evitare un trasferimento in bus godendo della pace della navigazione che é stata però movimentata da acquisti vari dei soliti oggettini di artigianato e abbigliamento locale che a bordo non mancavano.
Il pomeriggio é stato dedicato alla visita alle tombe( si fa per dire) di due imperatori, tra loro molto diverse. La prima ottocentesca, di Minh mang si trova al fondo di un sito circondato da colline verdi, da laghetti, pinete e amene aiuole fiorite e ci si arriva dopo aver percorso e attraversato per oltre700 metri, edifici aperti tra sali e scendi di scalinate.
Davvero un luogo adatto alla pace eterna....
La seconda, quella del penultimo imperatore( in quanto l’ultimo è stato deposto da ho chi min nel 1946 ed è morto a Parigi)Chai dinh é di tutt'altro stile. La si raggiunge salendo una scalinata di 160 scalini impiccati, circondati da costruzioni di cemento nerastro ornate di bestie di ogni genere e anche da qualche statua di mandarino. Ma quello che si trova nella sala del mausoleo non è descrivibile, a partire dalla statua del sovrano seduto sul suo trono, per la ricchezza esasperata nell’utilizzo dell’oro, mosaici, ceramica di ogni colore e tonalità e di tutto quanto ci sia di piu kitsch...
14 marzo. Il nostro viaggio volge al termine risalendo per l’ultimo tratto con un volo interno il lungo Vietnam arrivi amo ad Hanoi.
Ci trasferiamo in città e prima del pranzo in un ristorante cinese del quartiere vecchio, iniziamo l’esplorazione a piedi della zona scoprendo un’altra Notre Dame- i francesi hanno pesantemente segnato il territorio- su una piazzetta dove pullulava l’attività fotografica da parte delle solite coppie di sposi, questa volta in rosso, di turisti vari e di coreane in posa. Imitandole ci facciamo immortalare in una delle più belle foto di gruppo del nostro viaggio. Il pomeriggio é destinato alla visita dei principali luoghi di interesse: il lago della Spada restituita che prende il nome dalla leggenda che gli ruota intorno, il tempio di giada nel mezzo del lago che si raggiunge attraverso un ponte in legno rosso lacca che risalta nel grigiore della giornata e dell’acqua cupa che ci perseguita da stamattina, la tartaruga sacra della leggenda( non proprio lei, una discendente..)
Poi inizia il tour nel quartiere della vecchia Hanoi che si estende proprio alle spalle del lago. In gruppo ci facciamo guidare in un dedalo di stradine dove gli occhi, attraverso i colori e la varietà delle scene e delle persone che si possono osservare nelle loro attività che per lo più si svolgono sul ciglio della strada mentre una marea di motorini e auto sfrecciano in tutte le direzioni, fanno fatica a cogliere tutto ciò che si srotola davanti e di fianco e dietro.
Al contempo anche i profumi di tutti i cibi che vengono preparati per strada e i rumori che tutta questa babele di gente produce, noi comprese, sollecitano ad una attenzione che si fatica a controllare!
E allora godiamoci anche noi questo Street food! Un po’ freddine e scettiche all’inizio, dopo una birretta seduti in un locale sui panchetti rasoterra che utilizzano loro abitualmente, ci facciamo prendere e assaggiamo con grande soddisfazione tutto ciò che ci viene proposto, per completare il tutto con il gelato al fagiolo, specialità locale.
Affascinante, folle, eccitante! Chi si vorrebbe fermare ad acquistare questo è quello, chi a fotografare, chi semplicemente ad osservare con più calma.. ma non c’è il tempo perché alle 18 abbiamo lo spettacolo delle marionette sull’acqua.
Con la promessa di riportarci sul posto l’indomani per gli acquisti ci avviamo allo spettacolo.
E alla fine il colpo di grazia alla giornata! LUISELLA C. Cade rovinosamente sbattendo la faccia e fracassandosi stavolta in maniera davvero pesante. Spaventati per il sangue sulla faccia e per possibili altri danni a parti dolenti, la povera viene portata in un ospedale Franco-vietnamita dove la guida, Luciana e Adriana l’assistono per tutta la sera e ci tengono informate della evoluzione delle cose. Risulterà essersi fatta una micro frattura al naso, una bella frattura al polso e tanto spavento.
Non c’è il due senza il tre, no? Che fine ingloriosa di una simpatica giornata!!
15 marzo
Rassicurati che Luisella è sana e salva in camera ma che deve ancora fare degli accertamenti in mattinata, tirato un sospiro di sollievo, possiamo partire alla scoperta della città, ripercorrendo le vie che già conosciamo, partendo dal quartiere francese dove siamo alloggiati, fino al centro.
Questa volta però il mezzo di locomozione sarà il rischaw individuale , una bici con annesso seggiolino che la precede, dotato di cappottina, di decorazioni da tendaggi, come qui si trovano dappertutto, guidata in modo fantasioso da uomini di ogni età.
A me ne é capitato uno che tossiva come un disperato, probabilmente neanche troppo sano, mi facevo scrupoli e cercavo di essere meno pesante possibile! Il quartiere vecchio e le sue stradine vivaci e piene di confusione già di mattino presto, ricordano, oggi con bancarelle di ogni genere,il luogo dove un tempo ogni sorta di artigiano,doveva avere una sua specifica collocazione per creare e poi vendere la propria produzione. Il mercato vivace ma molto più misero, fatto di tanta produzione cinese a copia dei grandi marchi ma anche di qualche pezzo di artigianato anche di qualche valore, é ciò che resta,oggi adeguato evidentemente ai tempi e alla domanda, lacche, sete, rattan,carta ritagliata magistralmente, pipe seta. La mattina prosegue con il bellissimo ed interessante museo etnografico, coloratissimo dai costumi delle etnie del nord delle montagne, mentre tutta l’area della politica e del governo, dove si trova anche il mausoleo di Ho chi min fortunatamente chiuso alle visite, non suscita particolare interesse pur se inserita in una magnifica area piena di fiori e giardini.
Recuperata LUISELLA che a parte gli occhi blu, un cerotto sul naso, un tutore al braccio é ritornata in pista con noi con il solito sorriso sereno, ci dedichiamo all’ultima visita al tempio della letteratura, ossia la prima sede di una università anche se riservata solo a mandarini e nobili. Anche qui un susseguirsi di padiglioni e di costruzioni tra giardini laghetti e altari. La cosa più suggestiva è stato il vedere gruppi di studenti abbigliati da neolaureati con toga e tocco neri e rossi che lanciavano in aria correndo il loro copricapo, gesto simbolico di raggiungimento dell’obiettivo scolastico. Anche la scena era simbolica , così come il luogo, che oggi non è più una università ma che continua a richiamare evidentemente, come portafortuna, coloro che sono giunti al termine del corso di studi.Ancora più simbolico questo insieme di ragazzi e ragazze di questa terra in fase di sviluppo ed evoluzione verso nuovi traguardi!
Ci restano 2,3 ore a disposizione. Qualcuno torna in hotel e altri restano per esplorare ancora un po’ di città vecchia nella speranza di trovare in vendita le bellissime bandiere dei templi, gli ultimi souvenir, qualche cosa di particolare insomma. Rimaniamo in sei e poco per volta ci sperdiamo ma siamo preparate a tornare in taxi da sole, cosa che avviene senza alcuna difficoltà. Siamo ormai delle esperte della vecchia Hanoi!
16 marzo. Ed eccoci pronti per l’ultima esperienza, forse la più attesa e quella assolutamente imperdibile per chiunque faccia un viaggio in Vietnam: la crociera nella baia di Halong.
Il tragitto concordato prevede l’autostrada per velocizzare un po’ il tragitto anche se il percorso per strade interne pare sia più pittoresco. Ce lo riserviamo per domani quando avremo più tempo a disposizione.
Una sosta alla pearl farm , la famosa fabbrica dove si coltivano e si lavorano le perle a pochi chilometri dalla destinazione, ci conquista e fa esplodere il nostro furore da acquisti.
In realtà le perle che ci hanno fatto vedere come vengono "fecondate" e poi collocate a crescere per lungo tempo, sono davvero bellissime ,nelle tre varianti del bianco, del rosato e del grigio, la più pregiata e tipica della zona e anche le montature e le presentazioni sono di buon gusto e raffinate, almeno in gran parte. Sono però anche molto costose, evidentemente questo tipo di perla ha ancora un mercato particolare e mantiene il prezzo ancora molto alto rispetto a quanto succede qui in Italia dove i prezzi delle perle si sono abbassati molto ultimamente, probabilmente per l’introduzione della vendita di perle di altra provenienza, meno pregiate o dell’uso sempre più diffuso delle perle di fiume molto usate nelle collane fantasia.
Ad ogni modo si acquista ugualmente!
Alle 12 ci imbarchiamo sulla nave Pelikan. Purtroppo il tempo è un po’ nuvoloso, ma già meglio che alla partenza quando c’era addirittura la nebbia e in certi tratti si vedeva davvero poco!
Mentre consumiamo il pranzo a self service, ricco e vario con numerosi tipi di crostacei che si pescano a km zero, iniziamo a navigare tra i picchi rocciosi ricoperti di fitta vegetazione, che si
innalzano nelle forme più strane , nelle dimensioni più varie, una dopo l’altra, talvolta vicinissime alla nave. Anzi alle navi, perché il mare, verde, cupo e poco accattivante, è invaso da imbarcazioni di ogni foggia e dimensione, e questo toglie certamente fascino al luogo che di per sé sarebbe magico, diventato patrimonio dell’unesco e con ragione. Le attività previste durante la navigazione ci portano prima ad una piattaforma dove si coltivano le perle e dalla quale si potrebbe fare un giro in canoa, che tutte decliniamo e poi alla visita di un’isola con una grande spiaggia ed un belvedere che si raggiunge arrancando su per 400 scalini scivolosi e in poca sicurezza. Lo spettacolo ripaga della fatica e lo farebbe anche meglio se non ci fosse la foschia che limita la visuale a distanza ma soprattutto se non ci fossero orde di turisti cinesi e coreani villani e schiamazzanti che occupano ogni centimetro di spazio, in lungo, in largo e in altezza!
Ma tant’è , questo è il prezzo da pagare per la massificazione del turismo....
Pannicelli caldi e the alla menta ci accolgono al rientro sulla nave, dove poco dopo è prevista la lezione di involtini primavera e l’happy hour sulla terrazza. Fa freddino, adesso che cala la sera, ma il mare si svuota di tutte quelle navi per giretti mordi e fuggi e il silenzio insieme alle luci delle imbarcazioni è appagante e si comprende come mai questo sia il luogo più visitato del paese.
La giornata si conclude con un’ottima e ricca cena e con una bella dormita nelle belle e comode cabine della nave.
17 marzo. L’ultimo giorno del nostro viaggio, si, siamo arrivati alla fine purtroppo,inizia molto presto, almeno per me,con una lezione di tai chi sulla tolda della nave nell’umido delle6,30.
Da tre che eravamo, col passare dei minuti il gruppo si è infoltito anche perché subito dopo viene servita la colazione.
La nave riprende a viaggiare e si vedono nelle baie, alcune imbarcazioni, singole o accoppiate, di persone che vivono stabilmente lì. Sono piuttosto grandi e si vedono solo adulti o anziani, probabilmente i giovani si sono adattati ad una vita più comoda sulla terraferma e questi sono gli ultimi che ancora reggono una situazione di questo genere, del tutto priva di comodità e di servizi. Questo è il prezzo del progresso, la perdita di tradizioni e l’appiattimento,l’omologazione ai più-ma forse è facile dare giudizi quando non ci manca niente...
Ancora una visita ad un’altra isola per vedere delle grotte, tre, una dopo l’altra, davvero grandiose, enormi, di quelle che non ti fanno venire l’ansia da claustrofobia. Io non le amo molto ma sono contenta di averle viste per la loro maestosità difficilmente riscontrabile. Ancora cibo,e poi la partenza per raggiungere nel tardo pomeriggio l’aeroporto e partire per l’Italia.
Qualche sostarella per gli acquisti dell’ultimo minuto, in particolare cose da mangiare, una fermata per ammirare gli orti , quasi giardini dove l’insalata è contornata da piante profumate e il riso con i suoi sottili fili verdi sembra essere stato seminato con il centimetro, tanto è regolare ed arriviamo in aeroporto.
Salutiamo con affetto Thung, che è stato così paziente con noi e partiamo.
Arriveremo a Milano in perfetto orario alle 7 della mattina dopo.
Per me che in aereo non ho dormito per nulla, é stata una giornata di 40 ore ma sono così soddisfatta di questo viaggio, dove tutto è andato così bene che mai c’è stato qualche intralcio e quelli che purtroppo sono capitati sono stati risolti così bene che ripartirei domattina...
Le nonne avventura, come ci siamo autonominate ,con il loro patron Lorenzo, sono già in pista, entusiaste e piene di energia per organizzare una nuova avventura,almeno speriamo!

 

 

Proposta di viaggio da una idea e richiesta

da una nonna - Vita

 

itinerario creato ad hoc che include  (click)

Argentina e Cile con le attrattive piu affascinanti

 

 

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